Per vedere il filmato dell’innesco sasuteki: http://www.youtube.com/watch?v=G8n2OVfmUSc&feature=player_embedded 

Il Sasuteki-rig offre niente di meno che una rivoluzionaria pesca nelle cover.
Negli Statti Uniti è più conosciuto come “Okeechobee rig” che prende il nome proprio dall’estesa palude della Florida; raramente si vede un angler americano pescare con questa tecnica in quanto gli viene preferito il classico “texas style”, concentrando maggiormente lo studio sulla forma delle esche e le miscele di gomma che consentano loro di scivolare con più naturalezza al’interno della vegetazione, anzichè sfruttare la piombatura sottostante l’esca come la tecnica Sasuteki.

 La realizzazione di questa montatura è incredibilmente semplice, si tratta di un sinker simile ai classici “bullet” che invece di un foro passante che consente lo scorrimento del filo (texas rig) un filo metallico a forma di lancia simile a quello utilizzato per i piombi del “drop-shot”, che serve sia per forare l’esca nella parte posteriore (trattandosi di imitazione di gambero) che per essere agganciato a sua volta dall’amo prima di farlo fuoriuscire nuonamente dall’esca stessa innescandolo come antincaglio. Credetemi, molto più facile da mettere in pratica che da dirsi! Il risultato è l’impatto con l’acqua che risulta più compatto immergendosi prima il piombo,  dopo, la penetrazione più agevole all’interno delle cover costituite soprattutto da erba fine.

 

Un’altra prerogativa che giunge però come logica conseguenza dell’areodinamicità del sasuteki rig, è l’azione arretrosa dell’esca che tende ad allontanarsi rispetto la nostra postazione, infiltrandosi meglio sotto cover come radici affioranti, pontili e altro ancora, azione che si nota maggiormente quando i pesi utilizzati sono esigui. Per ottimizzzare il risultato di questa tecnica, occorre utilizzare esche dal peso specifico abbastanza elevato.

Come “Zappu” ha studiato gli appositi piombi  per l’innesco Sasuteki, le case produttrici di eche siliconiche hanno studiato parallelamente forme di imitazioni di “craw” aventi maggior gomma sulla coda della creatura, esempio emblematico ne è il “Sasuteki craw” di Jackall.bros, studiato da Takuma Hata, che ha consentito il perfezionamento di questa tecnica ottenendo grandi risultati nei tournament giapponesi, la dove un affondamento più rapido negli spazi strettissimi risulta l’arma vincente per catturare i nostri Bass.

 

Questa modo di affrontare alcune situazioni può essere visto come alternativa o come prima scelta nella pesca al Bass in cover, così come non è detto che l nostra esca deve essere necessariamente essere piombata; infatti, una delle problematiche della pesca al Bass nei mesi più freddi o in presenza di un forte rallentamento dell’attiva dei pesci, è presentare il tutto con molta naturalezza e poca vivacità: un’esca molto piombata ci è utile quando dobbiamo adottare un recupero “strisciante” o praticamente immobile, ma comporta una discesa troppo veloce quando vogliamo o siamo costretti dalla cover a farla risalire.

 Il SASUTEKI CRAW è disponibile in diversi colori per soddisfare la più disparate esigente dei pescatori e in due misure (4″ e 5″); da tenere sempre in considerazione quando abbiamo bisogno di un trailer per i nostri jig. 

Oscar.

  

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