Eh gia, proprio una giornata da big! Così é iniziata questa giornata, con
il pensiero fisso che sarebbe uscito proprio lui, il bass che aspettavo da
un po’ , o forse lo si pensa sempre prima di ogni uscita….
L’anno 2012 in quanto stagione da “bass” per me è cominciata presto,
anche perchè la mia testardaggine non teme le temperature rigide
dell’inverno, non riesco mai a dare uno stop a questa grande passione!
Diversi pesci sono usciti “risvegliati” dal mitico SOUL SHAD di
jackall , letale in acque fredde… Le catture invernali mi facevano ben sperare e col pensiero assaporavo già l’utilizzo di qualche swimbait o di qualche jig per insidiare qualche grossa femmina ad inizio primavera…
Marzo è stato un mese particolare, dopo un inverno inclemente per il
freddo, siamo arrivati a toccare addirittura i 25° ma la giornata di cui
vi voglio raccontare riguarda appena prima questo periodo…..
Il meteo da pioggia e l’uscita questa volta comincia davvero presto…
Arrivato sul luogo trovo il livello dell’acqua più basso di almeno 1,5
m di come ricordavo, per ora non piove c’è solo una leggera bava di
vento che increspa la superficie del lago così decido di far toccare
l’acqua, per la prima volta al mio SLIDESWIMMER SHUDDER TAIL reperito
grazie all’iscrizione al plus fishing member che da la possibilità di
acquistare artificiali o accessori a tiratura limitata. Mi presto a
lanciare parallelamente alla sponda ed in prossimità di un basso fondale
con un recupero lento ma costante cosí da far nuotare la swim circa mezzo
metro sotto la superficie. I lanci si susseguono ma solo un grosso perca
è incuriosito dall’inganno che segue per diversi metri rimanendo a
pochi cm dalla coda.
Cammino sulla sponda e noto alcuni bass sospesi quasi in superficie nei
pressi di una struttura,decido di cambiare swim e lego un SILENT KILLER
175 rainbow trout modificato,rendendolo slide swimmer. Lancio oltre la
struttura per poi arrivare in prossimità della zona calda, subito un
inseguimento allorchè mi fermo e faccio stazionare la swim, il bass si
avvicina lento aspetto solo il momento giusto per la jerkata, è vicino si
posiziona quasi al di sotto, jerkata, il bass si eccita sempre di più ma
c’è qualcosa che non lo convince per ben tre volte arriva a pochi cm
dalla swim ma non cenna all’attacco…

Il tempo peggiora arrivano le prime gocce d’acqua ed il vento si fa
copioso…. Cambio approccio e scelgo un jig, ZEROONE di O.S.P color
black/brown/liver da 14g e come trailer un DOLIVE CRAW da 4″ color
scapenon appena puntato così da dare volume e più movimento
nell’insieme.
Cerco di fare meno rumore possibile nella mia azione, andando a pitchare il
jig nel sottoriva e all’interno di alcune strutture artificiali, in
una di queste sento una tocca ma penso subito sia una mangiata di un pesce
piccolo, infatti la mangiata non prosegue…. Recupero e cambio zona.
Sponda lineare con scalino sottostante delimitato da grossi calcinacci e
massi,continuo con il mio jig fino a quando scorgo una grossa sagoma
dietro un masso, pitchata perfetta e mangiata istantanea, giusto il tempo
di sentirlo e ferrata… questa volta c’è e non gli mancano le forze
dopo due sfuriate riesco a portarlo a riva ed è tra le mie mani. Stupendo!!

Grazie Freddy e complimenti per il Big!
Ancora mezza giornata di pesca e fretta e furia per raggiungere il posto prima dell’annunciato cambio di clima previsto anche dal mio impietoso barometro.
Domenica mattina sveglia quasi all’alba per rispettare un impegno, ma questa volta le canne me le porto con me; non appena finito (ore 12), scappo e imbocchiamo l’autostrada più vicina con arrivo a destinazione dalla parte opposta da dove abitualmente si arriva. Come al solito poche anime presenti, a spinning ci sono solo io e una leggera brezza che sa tanto di anticipo a quello che verrà a farmi compagnia da li a poco; uno sguardo al sole, uno sguardo all’acqua e cominciamo.
Parto in una delle anse “migliori” con dei Cherry, Cherry D e Cherry DD montati contemporaneamente per sondare a che profondità stazionano i pesci ma senza avere risultati positivi, solo bassetti di media taglia, dove anche il piccolo Kevin rubandomi ogni tanto la canna si cimenta nell’arte del finesse con un Flick shake 3.8″ ed una testina “Nose” sempre di Jackall.
Spostandomi sulla sponda adiacente effettuando lanci paralleli con spinnerbait e Jerk i risultati sono identici ed il timore di essere già entrati nel favoso “sciopero” dei Bass e con l’intensificarsi rapidamente della forza del vento e concomitante con la velatura del cielo, decido di sfruttare ancora (forse) gli ultimi istanti propizi con un SILENT KILLER Jr ; ritorno nell’ansa precedente ed effettuo il primo lancio…
Là dove prima non si era vista una pinna, ecco l’ombra che si sogna dietro la Swimmbait, arriva quasi fin sotto i piedi ma l’impressione è che non mi abbia visto; mi sposto cautamente di una ventina di metri e lancio dove l’ho lasciato, e lui mi sorpende mentre pensavo: << Tanto ormai…>>. E quel pensiero forse di poca concentrazione mi costa tanto perchè, forse ferrato male o fatal causa, dopo due metri in volo mi saluta.
Inutile stimarlo, era grosso… Molto Grosso!
Decido di insistere, ma stavolta ancora nella sponda precedente dove parallelamente lanciavo spinner e jerk. Primo lancio e due giri di manovella e stavolta è ferrato bene, ma quasi dalla paura gli vado incontro; non è come quello di prima ma…
Così l’entusiasmo sale,ma il vento freddo da li a poco si è farà “impossibile” anche per esche di questo calibro è il segnale che tutte le attività si stanno chiudendo; infatti altre due ore e mezzo senza attacchi.
Oscar
In quello che considero il “power fishing finesse”, ossia l’approccio con attrezzatura leggera rivolta in acque chiarissime e pressate, come i piccoli bacini dove la pesca viene praticata prevalentemente “al piede”, ed i Bass che stazionano con il muso rivolto verso la sponda a ridosso dei sottoriva, nell’intento di cacciare una preda proveniente dalla vegetazione soprastante come insetti, larve, ecc. o piccoli anfibi, risultano essere molto sospettosi, una delle tecniche più redditizie è sempre stato il no-sinker o altri “rig”, ma pur sempre restando nel “finesse”.
Col passare del tempo ci si rende conto che le consuete esche hanno fatto un po il loro tempo, e la costante e meticolosa ricerca di un qualcosa di nuovo e di originale che soddisfi il palato ormai sopraffino di questi centrarchidi, spesso non trova riscontro; allora ecco entrare in gioco l’osservazione, l’occhio clinico del bassman che nota nell’avvicinarsi all’acqua, le piccole ranette che si tuffano precipitosamente, andando a nascondersi nel primo riparo sommerso che trovano (anche sassi). Questo capita spesso ad inizio primavera, ma i tentativi di insidiare Bass con imitazioni più o meno realistiche di frogbait spesso non gratifica i nostri intenti.
A volte basta guardare semplicemente all’interno del nostro arsenale e assemblare un qualcosa di originale che, non si sa mai, possa sorpendere ed incuriosire i Bass più smaliziati; Infatti, se è vero che spesso queste abboccate provengono dall’istintività del predatore, vi sono situazioni come quelle appena citate e nonostante l’abilità del pescatore il Bass stenta e l’abboccata non avviene.
Facendola breve e guardando in casa “deps” vi consiglio di provare ad innescare un “R.R.Rubber jig” (micro jig) abbinandoci come trailer un “ambileg“, si otterrà un’esca che avrà nelle sembianze e nel movimento l’aspetto di una rana, con ottima lanciabilità e polivalente nell’affondamento.
Tutto quà, niente di inventato e chissà quanti di Voi lo avranno già fatto… Ma forse qualcuno non l’ha mai scritto!

















