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L’ innesco “NEKO RIG”
Durante l’ultimo incontro con gli appassionati dei prodotti Plus-Fishing mi è stata fatta questa richiesta, mostrare fotograficamente le fasi dell’innesco “NEKO RIG” .
Innovativo è senza ombra di dubbio l’aggettivo più adatto per questo innesco, maancora di più quando si parla di esche studiate per questa tecnica; sicuramente un’innesco che si può adattare ad altre esche oltre che al “COBRA TAIL” di Jackall che è progettato appositamente.
Il grande vantaggio di questo “rig” personalmente lo riscontro in acque a fondo ghiaioso, roccioso o impervio di sassi medio grandi come possono essere delle prismate, dove comunemente le normali montatutre “texas”, ” jighead” o altre che non sono “no sinker” si incagliano facilmente tra un sasso e l’altro; il NEKO RIG invece consente di pescare con un finesse leggero, medio o pesante anche in questi spot grazie alla psizione dell’amo collocata sulla parte superiore dell’esca ed il peso, un insert in questo caso, nella parte a contatto con il fondo in modo da poter far saltellare o trascinare la stessa esca ma senza che l’amo non venga a contatto con l’ostacolo.
Più facile a provare che a descrivere il Neko rig ed il “COBRA TAIL” ha il suo massimo rendimento utiliizzato con un “casting” medio leggero montanndo un fluorcarbon 8/10 lb.
Ma ecco la risposta alla richiesta:
Inserire un’amo offset 2/0 dalla coda verso la testa dell’esca nell’apposito foro del “cobra tail” e farlo fuoriuscire dopo 5 mm …
Accompagnarlo verso la testa dell’esca come un normale “texas stile” …
Fare uscire la pnta dell’amo…
Inserire un normale nail di ZAPPU o un DN RUBBER come da immagine per appesantire il rig.
Ed il gioco è fatto!
Ma ltre esche sono ottime per questo rig come il DoLive Stick di O.S.P.
Buon divertimento!
Oscar
Eh gia, proprio una giornata da big! Così é iniziata questa giornata, con
il pensiero fisso che sarebbe uscito proprio lui, il bass che aspettavo da
un po’ , o forse lo si pensa sempre prima di ogni uscita….
L’anno 2012 in quanto stagione da “bass” per me è cominciata presto,
anche perchè la mia testardaggine non teme le temperature rigide
dell’inverno, non riesco mai a dare uno stop a questa grande passione!
Diversi pesci sono usciti “risvegliati” dal mitico SOUL SHAD di
jackall , letale in acque fredde… Le catture invernali mi facevano ben sperare e col pensiero assaporavo già l’utilizzo di qualche swimbait o di qualche jig per insidiare qualche grossa femmina ad inizio primavera…
Marzo è stato un mese particolare, dopo un inverno inclemente per il
freddo, siamo arrivati a toccare addirittura i 25° ma la giornata di cui
vi voglio raccontare riguarda appena prima questo periodo…..
Il meteo da pioggia e l’uscita questa volta comincia davvero presto…
Arrivato sul luogo trovo il livello dell’acqua più basso di almeno 1,5
m di come ricordavo, per ora non piove c’è solo una leggera bava di
vento che increspa la superficie del lago così decido di far toccare
l’acqua, per la prima volta al mio SLIDESWIMMER SHUDDER TAIL reperito
grazie all’iscrizione al plus fishing member che da la possibilità di
acquistare artificiali o accessori a tiratura limitata. Mi presto a
lanciare parallelamente alla sponda ed in prossimità di un basso fondale
con un recupero lento ma costante cosí da far nuotare la swim circa mezzo
metro sotto la superficie. I lanci si susseguono ma solo un grosso perca
è incuriosito dall’inganno che segue per diversi metri rimanendo a
pochi cm dalla coda.
Cammino sulla sponda e noto alcuni bass sospesi quasi in superficie nei
pressi di una struttura,decido di cambiare swim e lego un SILENT KILLER
175 rainbow trout modificato,rendendolo slide swimmer. Lancio oltre la
struttura per poi arrivare in prossimità della zona calda, subito un
inseguimento allorchè mi fermo e faccio stazionare la swim, il bass si
avvicina lento aspetto solo il momento giusto per la jerkata, è vicino si
posiziona quasi al di sotto, jerkata, il bass si eccita sempre di più ma
c’è qualcosa che non lo convince per ben tre volte arriva a pochi cm
dalla swim ma non cenna all’attacco…

Il tempo peggiora arrivano le prime gocce d’acqua ed il vento si fa
copioso…. Cambio approccio e scelgo un jig, ZEROONE di O.S.P color
black/brown/liver da 14g e come trailer un DOLIVE CRAW da 4″ color
scapenon appena puntato così da dare volume e più movimento
nell’insieme.
Cerco di fare meno rumore possibile nella mia azione, andando a pitchare il
jig nel sottoriva e all’interno di alcune strutture artificiali, in
una di queste sento una tocca ma penso subito sia una mangiata di un pesce
piccolo, infatti la mangiata non prosegue…. Recupero e cambio zona.
Sponda lineare con scalino sottostante delimitato da grossi calcinacci e
massi,continuo con il mio jig fino a quando scorgo una grossa sagoma
dietro un masso, pitchata perfetta e mangiata istantanea, giusto il tempo
di sentirlo e ferrata… questa volta c’è e non gli mancano le forze
dopo due sfuriate riesco a portarlo a riva ed è tra le mie mani. Stupendo!!

Grazie Freddy e complimenti per il Big!
Ancora mezza giornata di pesca e fretta e furia per raggiungere il posto prima dell’annunciato cambio di clima previsto anche dal mio impietoso barometro.
Domenica mattina sveglia quasi all’alba per rispettare un impegno, ma questa volta le canne me le porto con me; non appena finito (ore 12), scappo e imbocchiamo l’autostrada più vicina con arrivo a destinazione dalla parte opposta da dove abitualmente si arriva. Come al solito poche anime presenti, a spinning ci sono solo io e una leggera brezza che sa tanto di anticipo a quello che verrà a farmi compagnia da li a poco; uno sguardo al sole, uno sguardo all’acqua e cominciamo.
Parto in una delle anse “migliori” con dei Cherry, Cherry D e Cherry DD montati contemporaneamente per sondare a che profondità stazionano i pesci ma senza avere risultati positivi, solo bassetti di media taglia, dove anche il piccolo Kevin rubandomi ogni tanto la canna si cimenta nell’arte del finesse con un Flick shake 3.8″ ed una testina “Nose” sempre di Jackall.
Spostandomi sulla sponda adiacente effettuando lanci paralleli con spinnerbait e Jerk i risultati sono identici ed il timore di essere già entrati nel favoso “sciopero” dei Bass e con l’intensificarsi rapidamente della forza del vento e concomitante con la velatura del cielo, decido di sfruttare ancora (forse) gli ultimi istanti propizi con un SILENT KILLER Jr ; ritorno nell’ansa precedente ed effettuo il primo lancio…
Là dove prima non si era vista una pinna, ecco l’ombra che si sogna dietro la Swimmbait, arriva quasi fin sotto i piedi ma l’impressione è che non mi abbia visto; mi sposto cautamente di una ventina di metri e lancio dove l’ho lasciato, e lui mi sorpende mentre pensavo: << Tanto ormai…>>. E quel pensiero forse di poca concentrazione mi costa tanto perchè, forse ferrato male o fatal causa, dopo due metri in volo mi saluta.
Inutile stimarlo, era grosso… Molto Grosso!
Decido di insistere, ma stavolta ancora nella sponda precedente dove parallelamente lanciavo spinner e jerk. Primo lancio e due giri di manovella e stavolta è ferrato bene, ma quasi dalla paura gli vado incontro; non è come quello di prima ma…
Così l’entusiasmo sale,ma il vento freddo da li a poco si è farà “impossibile” anche per esche di questo calibro è il segnale che tutte le attività si stanno chiudendo; infatti altre due ore e mezzo senza attacchi.
Oscar
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The return to fishing
Anche quest’anno, dopo una breve parentesi di metà Gennaio, per me la stagione di pesca si apre leggermente in ritrardo; scelgo come di consueto una meta che non è distante troppo da dove abito a causa del poco tempo a disposizione, un luogo a me caro per la tranquillità che lo contraddistingue, in modo da poter sfogare tutte le mie voglie e ricominciare a prendere confidenza con l’attrezzatura.
In loco la giornata è anche qui soleggiata ma l’aria che si respira non è quella di dove vivo e si avverte un filo di brezza che ti fa presagire che non saranno proprio rose e fiori e a completare l’opera, il livello dell’acqua che a causa delle scarse pioggie invernali, sicuramente farà sii che il pesce rimanga in “buca”.
Conosco bene il posto e so per certo che questi Bass non hanno voglia di “cioccolatini” tanto più se sono inpacchettati con carte colorate e stravaganti e che nel momento in cui saliranno a mangiare, cioè in uno spazio di tempo breve e quasi sempre immediato al nostro arrivo, trattandosi di pesci che non ti vedono ma ti intuiscono, lo faranno attratti da quella che è l’unica risorsa momentanea naturale, ovvero piccoli ciprinidi.
Decido di cominciare a sondare le consuete zone a nord dove l’acqua limpida è costantemente increspata dall’ aria più mite proveniente da nord quindi montando uno “Squad minnow 65” Jackall.Bros con canna da spinning e un 5 lb Razor fluoro Yamatoyo; ad uno dei primissimi passaggi dell’artificiale sotto una delle rare strutture presenti sulla sponda ecco il primo attacco!.. La taglia non è eccelsa ma per cominciare andrebbe anche bene, se non fosse che le pinne sono troppo rosse e la sua resa è immediata.
Il tempo passa inesorabile! Ho appena cominciato ed una delle poche ore a disposizione è già trascorsa, ma i ripetuti lanci con il jerk regalano solo qualche bassetto che non supera i 500gr. e di avvistamenti di pesci di taglia nemmeno a parlarne.
Da qui la decisione di rivolgersi a pesci che penso siano sospesi nel nulla al largo sotto pochi centimetri d’acqua a prendere i primi raggi solari, ma comunque troppo distanti per essera avvistati, forse è un azzardo ma anche una scelta, così, monto un Do-Live stick 4″ di O.S.P. innescato tradizionalmente con un j-hook 2/o no sinker, dove anche in questo caso ancora un Fluorcarbon Yamatoyo 10lb. è risultato ottimale.
I lanci lunghi effettuati con una canna da casting mi consentono comunque nonostante il leggero vento di rimanere in contatto con l’esca riducendo al minimo la pancia del filo, permettendo al soft jerk di affondare in maniera lentissima e corretta con il suo movimento sinuosissimo e unico; infatti, una leggera “scossa” ed il filo che si sposta orizzontalmente al mio punto di pesca, è il premio del giorno. Non si tratta di un Bass da copertina, ma un Bass “difficile”, uno di quelli che comunque ti regala una soddisfazione enorme per il contesto in cui l’ hai catturato, e come si può notare dalla mia felicità nella foto di rito, forse ha sancito il mio ritorno alla pesca per questa nuova stagione.
Queste le due tecniche utilizzate. (foto sopra)
Oscar.
Per vedere il filmato dell’innesco sasuteki: http://www.youtube.com/watch?v=G8n2OVfmUSc&feature=player_embedded
Il Sasuteki-rig offre niente di meno che una rivoluzionaria pesca nelle cover.
Negli Statti Uniti è più conosciuto come “Okeechobee rig” che prende il nome proprio dall’estesa palude della Florida; raramente si vede un angler americano pescare con questa tecnica in quanto gli viene preferito il classico “texas style”, concentrando maggiormente lo studio sulla forma delle esche e le miscele di gomma che consentano loro di scivolare con più naturalezza al’interno della vegetazione, anzichè sfruttare la piombatura sottostante l’esca come la tecnica Sasuteki.
La realizzazione di questa montatura è incredibilmente semplice, si tratta di un sinker simile ai classici “bullet” che invece di un foro passante che consente lo scorrimento del filo (texas rig) un filo metallico a forma di lancia simile a quello utilizzato per i piombi del “drop-shot”, che serve sia per forare l’esca nella parte posteriore (trattandosi di imitazione di gambero) che per essere agganciato a sua volta dall’amo prima di farlo fuoriuscire nuonamente dall’esca stessa innescandolo come antincaglio. Credetemi, molto più facile da mettere in pratica che da dirsi! Il risultato è l’impatto con l’acqua che risulta più compatto immergendosi prima il piombo, dopo, la penetrazione più agevole all’interno delle cover costituite soprattutto da erba fine.
Un’altra prerogativa che giunge però come logica conseguenza dell’areodinamicità del sasuteki rig, è l’azione arretrosa dell’esca che tende ad allontanarsi rispetto la nostra postazione, infiltrandosi meglio sotto cover come radici affioranti, pontili e altro ancora, azione che si nota maggiormente quando i pesi utilizzati sono esigui. Per ottimizzzare il risultato di questa tecnica, occorre utilizzare esche dal peso specifico abbastanza elevato.
Come “Zappu” ha studiato gli appositi piombi per l’innesco Sasuteki, le case produttrici di eche siliconiche hanno studiato parallelamente forme di imitazioni di “craw” aventi maggior gomma sulla coda della creatura, esempio emblematico ne è il “Sasuteki craw” di Jackall.bros, studiato da Takuma Hata, che ha consentito il perfezionamento di questa tecnica ottenendo grandi risultati nei tournament giapponesi, la dove un affondamento più rapido negli spazi strettissimi risulta l’arma vincente per catturare i nostri Bass.
Questa modo di affrontare alcune situazioni può essere visto come alternativa o come prima scelta nella pesca al Bass in cover, così come non è detto che l nostra esca deve essere necessariamente essere piombata; infatti, una delle problematiche della pesca al Bass nei mesi più freddi o in presenza di un forte rallentamento dell’attiva dei pesci, è presentare il tutto con molta naturalezza e poca vivacità: un’esca molto piombata ci è utile quando dobbiamo adottare un recupero “strisciante” o praticamente immobile, ma comporta una discesa troppo veloce quando vogliamo o siamo costretti dalla cover a farla risalire.
Il SASUTEKI CRAW è disponibile in diversi colori per soddisfare la più disparate esigente dei pescatori e in due misure (4″ e 5″); da tenere sempre in considerazione quando abbiamo bisogno di un trailer per i nostri jig.
Oscar.
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SASUKE BLADE di Jackall

L’ inverno per la pesca al Bass è una stagione difficile dove le giornate proficue si riducono drasticamente. Dall’inverno però dobbiamo trarre i vantaggi del caso, perchè da una buona conoscenza del posto possiamo localizzare i Bass che sverneranno consapevoli che la loro difficoltà di cattura è solo la loro impossibilità di aggredire con furia l’esca.
Trascorso quel periodo fine autunno dove tutto è possibile, ci si può concentrare su pochissime tecniche che il luogo da noi scelto richiede, da un buon jig&pig a varie tecniche finesse innovative come l’utilizzo dei “Cobra tail“, ma ritengo che il Jerkbait sia ancora un’esca che in quelle due o tre canne necessarie per affrontare lo spot debba essere sempre pronto all’uso.
Tuttavia c’è un’esca fondamentale, fondamentale per chi soprattutto non riesce a non smanettare o attendere un’impercettibile tocca… Il metall vibration bait.
Jackall ha introdotto il “SASUKE“, esca metallica parente del classico lipless ma dal peso elevatissimo rispetto alle dimensioni; senza rattle, ma con poteri vibranti eccellenti. Il suo movimento è strettisimo ed immediato durante i richiami yo-yo dal fondale, i flash emessi dalla luce riflessa dal corpo metallico un richiamo forte anche in acque basse,
Una tecnica poco adottata ma di grande efficacia, basta lanciare ed attendere che l’esca si depositi sul fondo osservando il monofilo che si allenta, poi di colpo due alzate di cimino, una lunga e mediamente lenta e la seconda consecutiva breve e rapida, per poi far di nuovo depositare il “SASUKE” sul fondo; ma come il filo si stende, cosa importante, è la sua ripartenza immediata!
Di diversa grammatura, 8 e 11gr. i più consigliati, fino ad arrivare ai 14 gr. in acque imponenti, il “SASUKE” di Jackall si presta anche a recuperi regolari quando ancora il Bass è più attivo ad inizio o fine inverno. I modelli Jr. presentano tre fori sul dorso dove attacccare il moschettone, ognuno di questi implica un’azione diverse dell’esca sia in fase di discesa o nuoto, dove vista la stagione ed il freddo è consigliabile un buon nylon da 14 lb.
Dotati di ami doppi e non di ancorette classiche che agevolano l’azione sul fondo, non danneggiano l’allamarsi del pesce al suo attacco.
Grande esca, grande tecnica, una delle mie preferite quando veramente è diventata dura!
Oscar.
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Sotto i 10° c.
….Quando la temperatura dell’acqua ha raggiunto meno dei 10°c. la stagione transitoria è terminata ed il Bass va nuovamente a posizionarsi in profondità sotto i drop-off; quindi è molto importante trovare un punto di pesca dove la temperatura dell’acqua potrebbe essere più calda anche se di poco; per esempio, andare alla ricerca di punti dove i Bass stazioneranno per l’intera giornata sui 3/4 metri di profondità per poi risalire il drop-off e andare alla ricerca di foraggio in zone di acqua più bassa (1-1,5mt.) ciò che non accade più una o due volte al giorno nel momento massimo di rilascio termico che avviene dopo le ore 2/3 pm.
In un inverno che tarda ad arrivare, nel senso che il completamento di raffreddamento dell’acqua è molto lento, il Bass può continuare a seguire l’istinto per alimentarsi; questa non è una condizione ottimale, perchè le temperature basse dell’acqua limitano la velocità di assorbimento degli alimenti.
Spesso, questo processo determina risultati di evacuazione gastrica piuttosto che di digestione del cibo, in questo modo il costo energetico di mantenimento di un nutrimento è più elevato che l’energia ottenuta dal cibo stesso.
La pesca al Bass d’inverno è una vera sfida mentale e fisica e bisogna prepararsi al meglio, pensare di poter restare là fuori al freddo anche solo poche ore per sentire o percepire un’abboccata, non è facile e non è possibile sopportare il freddo alle mani o ai piedi, così come l’aria gelida sul collo, tutti fattori che deconcentrano e possono farci perdere l’unica occasione per allamare un Bass, ed è possibile anche che le abboccate avvengano, ma noi facciamo fatica ad accorgercene, perchè il Bass arriva sull’esca con molta lentezza e l’afferra con debolezza, praticamente da fermo, risultando a noi veramente difficile pescare con le esche siliconiche; ecco il motivo del mio prevalente utilizzo di hard bait.
I classici suspending jerkbait sono sicuramente la mia prima scelta, mi permettono di stazionare a lungo immobili negli strati d’acqua desiderati a secondo della paletta di affondamento che adottano e una volta che il Bass individua l’esca, danno a lui il tempo di avvicinarsi e pizzicarla permettendo un’allamatura del pesce quasi automatica.
Certo la scelta dell’esca da impiegare può variare secondo le caratteristiche del posto di pesca, come il jig&pig in presenza di legnaie o sassaie sui fondali sono un’ottima soluzione, così come un buon vibration metallico (Sasuke) sono ottimi per i Bass posizionati sopra qualche scalino in grandi profondità; ma come detto in precedenza e perchè è una mia scelta, vado alla ricerca di spot dove il Bass non ha cover se non un drop-off da risalire.
Uno dei fattori che mi induce alla ricerca dei Bass con i suspending jerk è anche perchè il nostro amico già in fase semi letargica non può, o fa moltissima fatica ad assumere una posizione verticale durante questo periodo ed il raggiungimento di una preda che staziona più in profondità o soprastante di esso risulta essere problema e quindi la sua immersione o risalita sarà simile a quella di un sommergibile.
Sabato 3 Dicembre:
…La meta è la stessa, la giornata si presenta favorevole perchè la temperatura esterna questa notte così come la precedente non è mai scesa sotto i 6°c. e le previsioni al momento scongiurano l’arrivo di un fronte freddo. Le tre canne sono montate, due da spinning e rispettivamente con un 4 lb. ed un “Colt minnow 65″ l’altra con un 5lb. “Soul Shad 58SP“, mentre la casting con un 8lb. ed un “Squad minnow 80“, ovviamente pronte ad affrontare strategie ben precise che possono mutare anche con il cambiamento del sottoriva o dell’orario di pesca stesso.
Sono le ore 13 e la temperatura dell’acqua è di 9,5°c. si notano in sospensione alcune piccole e medie “school” di Bassetti intorno ai 20 cm. ancora attivi nell’elemento liquido cristallino e sono dobbligo quindi alcuni lanci per verificare se sotto di essi qualche Bass di taglia sia invogliato dal “Colt Minnow” colore “HL wakasaghi”, ma non ottengo risultati, o meglio i risultati sono una quaterna di giovani esemplari… Desisto!
Portandomi a ridosso delle zone a nord dei bacini, insisto con il “Colt minnow” in acqua bassa ma i risultati sono identici, e di sponda in sponda l’oscurità comincia a prevalere sebbene non siano ancora le ore 16, ma quella sponda di acqua bassa ha avvicinato sempre qualche bel esemplare proprio all’imbrunire.
Forse basta immaginarlo, forse solo crederci un poco in più, ma proprio quando non ero certo dove lo “Squad minnow” andasse a cadere a causa della praticamente nulla visibilità , effettuando dei lanci paralleli alla sponda ad una spanna dall’essere in secca e in non più di 20 cm. di profondità, qualcuno mi premia della mia costanza.
Uno solo, si!… Ma che soddisfazione!
Oscar.
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ASKA 45 SR di JACKALL
ASKA 45 SR di Jackall è uno shallow crankbait silenzioso, la paletta di affondamnto modello “squarebill” è stata asseblata a questo crank in modo da spostare un volume d’acqua importante e dare un’azione rolling nonostante le piccole dimensioni dell’esca.
Tutto questo fanno ell’ASKA 45 SR un finesse crank ideale per la pesca “difficile” su Bass apatici o acque estramente limpide, ottimo per la pesca durante i fronti freddi primaverili per chi non intende mai abbandonare questa tipologia di esca.
Con i suoi 4.6 grammi di peso garantisce comunque una buona lanciabilità e precisione grazie alla sua compattezza; le colorazioni sono un misto tra le più funzionanti tradizionali dei modelli made in Japan e quelle classiche americane come l’Hot Tiger, Sexy shad, Red craw, da utilizzare in acque stagnanti o torbide, mentre i modelli definiti HL riflettendo maggiormente i raggi solari sono indicati in acque chiare.
Quest’ esca dal “sound” silenzioso cerca di passare inosservata al suo passaggio sopra gli erbai o lanciato con estrema precisione in prossimità di piante affioranti o sassaie in acqua bassissima, generando invece delle vibrazioni lunghe dovute proprio al suo nuoto.
Le piccole dimensioni lo fanno un boccone appetibile anche quando il Bass non può ingerire prede troppo grosse a causa del suo metabolismo rallentato, a patto che venga recuperato con regolarita e lentezza.
L’ASKA 45 sr (in attesa del modello Mr) lo si può utilizzare non solo con le classiche fiberglass, ma anche con attrezzi più leggeri, me sempre “regular” in grafite; e senza scandalizzarci… Per un finesse crank a spinning.
L’ASKA di Jackall è realmente un crankbait “all roud”, e da fine autunno ad inizio primavera può dare risultati inaspettati.
Oscar
*next more fotos”
Vorrei in poche righe presentarvi un prodotto di casa Plus-Fishing, si tratta del “Mud Sucker” di Jackall, un esca molto tecnica da utilizzare su Bass difficili, poprio perchè l’azione di questo artificiale rappresenterà per il predatore qualcosa di differente.
Il Mud Sucker è una minnow molto particolare, che oltre ad avere i dati somatici veramente rassomiglianti al foraggio, presenta un’incavatura in testa ovviamente ben rapportata al suo profilo identica a quella di un popper ed il suo peso specifico elevato nonostante si tratti di un’esca gallegggiante, permetterà lanci lunghi mirati alla cattura di Bass in acque chiare e aperte oppure all’approccio “pitchciato” rivolto principalmente ai pontili e alle imbarcazioni ormeggiate. I risultati ottenuti con il Mud Sucker sono sempre stati eccellenti sia in acque torbide che ,soprattutto quando anche la taglia dei Bass di piccole e media taglia stentavano ad abboccare con altre esche.
Imprimendo secondo l’azione desiderata più o meno forti “strappi” con la nostra canna, il Mud Sucker prima di affondare consguendo un guizzo improvviso, sbuffera in pò d’acqua proprio come un popper e durante la sua risalita effettuerà un piccolo passo indietro, proprietà fondamentale per farsi sentire e vedere con tutto il suo look , ma rimanendo molto di più nella strike zone.
E’ consigliata una canna ad azione medium lite 6’6″ con le propietà di precisione nel lancio ed un nylon o fluorcarbon da 8/10 lb. a seconda delle esigenze.
Consigliato!… Ciao a tutti!
Oscar.
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BLING 55 di Jackall
Il “Bling 55“ di Jackall è un flat-side crankbait dall’azione intensa ed irregolare. All’interno vi è incorporato un cavità che permette il trasferimento del centro gravitazionale in modo che essa risponda istantaneamente alla fase di richiamo e cominciare la sua azione caracollante oltre a conferirgli una spinta aggiunta per un lancio più lungo e preciso.
Chiunque predilica l’utilizzo dei crankbait flat-side, apprezzerà l’azione di alta qualità di questa esca; inoltre l’effetto lampeggiante ed intenso emesso dal corpo piatto, fa si che nessun altro flat-side si presenta al pesce come il “Bling 55″.
Il Bling 55 è 2.2 pollici in lunghezza, pesa 3/8 oz. e ha una profondità di immersione di 4 piedi (mt.1,20), il suo impiego è consigliato con monofilo 10 / 12 lb. in nylon o in fluorcarbon per un’azione più rapida in profondità.
Personalmente utilizzo i Flat-side ad inizio stagione con acqua ancora fredda o in tutte quelle situazioni di acqua molto chiara, lo trovo indispensabile su fondali sassosi, perchè grazie alla sua azione riesce a “scartare” con estrema facilità questo tipo di anfratto. Le dimensioni ridotte e le qualità di questo crankbait permettono di poterlo impiegare anche con canne in materiale misto.


































































