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Ancora mezza giornata di pesca e fretta e furia per raggiungere il posto prima dell’annunciato cambio di clima previsto anche dal mio impietoso barometro.

Domenica mattina sveglia quasi all’alba per rispettare un impegno, ma questa volta le canne me le porto con me; non appena finito (ore 12), scappo e imbocchiamo l’autostrada più vicina con arrivo a destinazione dalla parte opposta da dove abitualmente si arriva. Come al solito poche anime presenti, a spinning ci sono solo io e una leggera brezza che sa tanto di anticipo a quello che verrà a farmi compagnia da li a poco; uno sguardo al sole, uno sguardo all’acqua e cominciamo.

Parto in una delle anse “migliori” con dei Cherry, Cherry D e Cherry DD montati contemporaneamente per sondare a che profondità stazionano i pesci ma senza avere risultati positivi, solo bassetti di media taglia, dove anche il piccolo Kevin rubandomi ogni tanto la canna si cimenta nell’arte del finesse con un Flick shake 3.8″ ed una testina “Nose” sempre di Jackall.

 

 

 

Spostandomi sulla sponda adiacente effettuando lanci paralleli con spinnerbait e Jerk i risultati sono identici ed il timore di essere già entrati nel favoso “sciopero” dei Bass e con l’intensificarsi rapidamente della forza del vento e concomitante con la velatura del cielo, decido di sfruttare ancora (forse) gli ultimi istanti propizi con un SILENT KILLER Jr ; ritorno nell’ansa precedente ed effettuo il primo lancio…

 
Là dove prima non si era vista una pinna, ecco l’ombra che si sogna dietro la Swimmbait, arriva quasi fin sotto i piedi ma l’impressione è che non mi abbia visto; mi sposto cautamente di una ventina di metri e lancio dove l’ho lasciato, e lui mi sorpende mentre pensavo: << Tanto ormai…>>. E quel pensiero forse di poca concentrazione mi costa tanto perchè, forse ferrato male o fatal causa, dopo due metri in volo mi saluta.
Inutile stimarlo, era grosso… Molto Grosso!

Decido di insistere, ma stavolta ancora nella sponda precedente dove parallelamente lanciavo spinner e jerk. Primo lancio e due giri di manovella e stavolta è ferrato bene, ma quasi dalla paura gli vado incontro; non è come quello di prima ma…

Così l’entusiasmo sale,ma il vento freddo da li a poco si è farà “impossibile” anche per esche di questo calibro è il segnale che tutte le attività si stanno chiudendo; infatti altre due ore e mezzo senza attacchi.

Oscar

Anche quest’anno, dopo una breve parentesi di metà Gennaio, per me la stagione di pesca si apre leggermente in ritrardo; scelgo come di consueto una meta che non è distante troppo da dove abito a causa del poco tempo a disposizione, un luogo a me caro per la tranquillità  che lo contraddistingue, in modo da poter sfogare tutte le mie voglie e ricominciare a prendere  confidenza con l’attrezzatura.

In loco la giornata è anche qui soleggiata ma l’aria che si respira non è quella di dove vivo e si avverte un filo di brezza che ti fa presagire che non saranno proprio rose e fiori e a completare l’opera, il livello dell’acqua che a causa delle scarse pioggie invernali, sicuramente farà sii che il pesce  rimanga in “buca”.

Conosco bene il posto e so per certo che questi Bass non hanno voglia di “cioccolatini” tanto più se sono inpacchettati con carte colorate e stravaganti e che nel momento in cui saliranno a mangiare, cioè in  uno spazio di tempo breve e quasi sempre immediato al nostro arrivo, trattandosi di pesci che non ti vedono ma ti intuiscono, lo faranno attratti da quella che è l’unica risorsa momentanea naturale, ovvero piccoli ciprinidi.

Decido di cominciare a sondare le consuete zone a nord dove l’acqua limpida è costantemente increspata dall’ aria più mite proveniente da nord quindi montando uno “Squad minnow 65Jackall.Bros con canna da spinning e un 5 lb Razor fluoro Yamatoyo; ad uno dei primissimi passaggi dell’artificiale sotto una delle rare strutture presenti sulla sponda ecco il primo attacco!.. La taglia non è eccelsa ma per cominciare andrebbe anche bene, se non fosse che le pinne sono troppo rosse e la sua resa è immediata.

 

Il tempo passa inesorabile! Ho appena cominciato ed una delle poche ore a disposizione è già trascorsa, ma i ripetuti lanci con il jerk regalano solo qualche bassetto che non supera i 500gr. e di avvistamenti di pesci di taglia nemmeno a parlarne.
Da qui la decisione di rivolgersi a pesci che penso siano sospesi nel nulla al largo sotto pochi centimetri d’acqua a prendere i primi raggi solari, ma comunque troppo distanti per essera avvistati, forse è un azzardo ma anche una scelta, così, monto un Do-Live stick 4″  di O.S.P. innescato tradizionalmente con un j-hook 2/o no sinker, dove anche in questo caso ancora un Fluorcarbon Yamatoyo 10lb. è risultato ottimale.

 

I lanci lunghi effettuati con una canna da casting mi consentono comunque nonostante il leggero vento di rimanere in contatto con l’esca riducendo al minimo la pancia del filo, permettendo al soft jerk di affondare in maniera lentissima e corretta con il suo movimento sinuosissimo e unico; infatti, una leggera “scossa” ed il filo che si sposta orizzontalmente al mio punto di pesca, è il premio del giorno. Non si tratta di un Bass da copertina, ma un Bass “difficile”, uno di quelli che comunque ti regala una soddisfazione enorme per il contesto in cui l’ hai catturato, e come si può notare dalla mia felicità nella foto di rito, forse ha sancito il mio ritorno alla pesca per questa nuova stagione.

Queste le due tecniche utilizzate. (foto sopra)

Oscar.

….Quando la temperatura dell’acqua ha raggiunto meno dei 10°c. la stagione transitoria è terminata ed il Bass va nuovamente a posizionarsi in profondità  sotto i drop-off; quindi è molto importante trovare un punto di pesca dove la temperatura dell’acqua potrebbe essere più calda anche se di poco; per esempio, andare alla ricerca di punti dove i Bass stazioneranno per l’intera giornata sui 3/4 metri di profondità per poi risalire il drop-off e andare alla ricerca di foraggio in zone di acqua più bassa (1-1,5mt.) ciò che non accade più una o due volte al giorno nel momento massimo di rilascio termico che avviene dopo le ore 2/3 pm.

In un inverno che tarda ad arrivare, nel senso che il completamento di raffreddamento dell’acqua è molto lento, il Bass può continuare a seguire l’istinto per alimentarsi; questa non è una condizione ottimale, perchè le temperature basse dell’acqua limitano la velocità di assorbimento degli alimenti.
Spesso, questo processo determina  risultati di evacuazione gastrica piuttosto che di digestione del cibo, in questo modo il costo energetico di mantenimento di un nutrimento è più elevato che l’energia ottenuta dal cibo stesso.

 La pesca al Bass d’inverno è una vera sfida mentale e fisica e bisogna prepararsi al meglio, pensare di poter restare là fuori al freddo anche solo poche ore per sentire o percepire un’abboccata, non è facile e non è possibile sopportare il freddo alle mani o ai piedi, così come l’aria gelida sul collo, tutti fattori che deconcentrano e possono farci perdere l’unica occasione per allamare un Bass, ed è possibile anche che le abboccate avvengano, ma noi facciamo fatica ad accorgercene, perchè il Bass arriva sull’esca con molta lentezza e l’afferra con debolezza, praticamente da fermo, risultando a noi veramente difficile pescare con le esche siliconiche; ecco il motivo del mio prevalente utilizzo di hard bait.

I classici suspending jerkbait sono sicuramente la mia prima scelta, mi permettono di stazionare a lungo immobili negli strati d’acqua desiderati a secondo della paletta di affondamento che adottano e una volta che il Bass individua l’esca, danno a lui il tempo di avvicinarsi e pizzicarla permettendo un’allamatura del pesce quasi automatica.

Certo la scelta dell’esca da impiegare può variare secondo le caratteristiche del posto di pesca, come il jig&pig in presenza di legnaie o sassaie sui fondali sono un’ottima soluzione, così come un buon vibration metallico (Sasuke) sono ottimi per i Bass posizionati sopra qualche scalino in grandi profondità; ma come detto in precedenza e perchè è una mia scelta, vado alla ricerca di spot dove il Bass non ha cover se non un drop-off da risalire.
 
Uno dei fattori che mi induce alla ricerca dei Bass con i suspending jerk è anche perchè il nostro amico già in fase semi letargica non può, o fa moltissima fatica ad assumere una posizione verticale durante questo periodo ed il raggiungimento di una preda che staziona più in profondità o soprastante di esso risulta essere problema e quindi la sua immersione o risalita sarà simile a quella di un sommergibile.

Sabato 3 Dicembre:

…La meta è la stessa, la giornata si presenta favorevole perchè la temperatura esterna questa notte così come la precedente non è mai scesa sotto i 6°c. e le previsioni al momento scongiurano l’arrivo di un fronte freddo. Le tre canne sono montate, due da spinning e rispettivamente con un 4 lb. ed un “Colt minnow 65″ l’altra con un 5lb. “Soul Shad 58SP“, mentre la casting con un 8lb. ed un “Squad minnow 80“, ovviamente pronte ad affrontare strategie ben precise che possono mutare anche con il cambiamento del sottoriva o dell’orario di pesca stesso.

 

 

Sono le ore 13 e la temperatura dell’acqua è di 9,5°c. si notano in sospensione alcune piccole e medie “school” di Bassetti  intorno ai 20 cm. ancora attivi nell’elemento liquido cristallino e sono dobbligo quindi alcuni lanci per verificare se sotto di essi qualche Bass di taglia sia invogliato dal “Colt Minnow” colore “HL wakasaghi”, ma non ottengo risultati, o meglio i risultati sono una quaterna di giovani esemplari… Desisto!

Portandomi a ridosso delle zone a nord dei bacini, insisto con il “Colt minnow” in acqua bassa ma i risultati sono identici, e di sponda in sponda l’oscurità comincia a prevalere sebbene non siano ancora le ore 16, ma quella sponda di acqua bassa ha avvicinato sempre qualche bel esemplare proprio all’imbrunire.
Forse basta immaginarlo, forse solo crederci un poco in più, ma proprio quando non ero certo dove lo “Squad minnow” andasse a cadere a causa della praticamente nulla visibilità , effettuando dei lanci paralleli alla sponda ad una spanna dall’essere in secca e in non più di 20 cm. di profondità, qualcuno mi premia della mia costanza.

Uno solo, si!… Ma che soddisfazione!

 

Oscar.

Finalmente uno di quei momenti che un pò mi mancavano, il puro gusto di condividere un pomeriggio con tre amici in un piccolo bacino nei dintorni di Milano alla ricerca del Bass di buona taglia che ormai dovrebbe essere ben propenso all’attacco del nostro inganno anche a pochi metri da riva in un ambiente che solitamente lo tiene molto in profondità e al largo, sospeso sopra strutture che neanche noi conosciamo.

Il pomeriggio si prospetta ancora abbastanza afoso e spalleggiato da una troppa luminosità che non fa presagire niente di positivo e l’assenza totale di vento completa l’opera, ma io e Freddy B. ci portiamo avanti e cominciamo a battere quelle sponde che ritenevamo più idonee, nell’attesa che Domenico M. e Carlo T. ci raggiungessero in loco.

Come di consueto, quando il posto me lo consente, porto con me una mezza dozzina di canne e scelgo sucessivamente quali utilizzare in base alle “sensazioni”… Parto con una soft swimmbait, il Veyron shad  Jackall che modifico non solo nell’assetto ma anche nella colorazione. Queste cave fino a poco tempo fa erano il regno di  trote iridee che immesse di taglia ridotta per scopi agonistici, sono diventate il pasto ambito dei Bass più grossi; un paio di  passsaggi tra zona di prismi e drop-off ed il primo attacco si rivela secco e furioso, due salti spettacolari mettono a repentaglio l’esito finale che invece risulta vincente.

 

…Si insiste ancora per una buona oretta, ma si notano solo inseguimenti lenti e a debita distanza, prima di passare ad un’azione più rapita tra gli enormi sassi del fondale  con un JIG BLADE di O.S.P. 3/8 oz. ; ovvio che gli attacchi sono molto più numerosi ma la taglia è quelle che cerco, fino a quando non giungo in uno di quei fondali apparentemente insignificanti ma che in realtà si intrapone tra due secche formando una sorta di buca a lettera V, quando  al primo passaggio smuovo una “school” dove fanno a gara per acccaparrarsi il “chatterbait” e… Secondo Bass “Valido”!

http://www.youtube.com/watch?v=h1G4sCNQ89s

Domenico e Carlo sono arrivati!… Allora mi accingo ad accorglierli, ma devo fare ad arretroso un pezzo di bacino che precedentemente ho affrontato con la swimm bait; tra due filari di breve canneto si notano ancora altri grossi massi, qualcuno (l’istinto) sussurra lancia  ed io lo ascolto; il Blade jig sfreccia e si adagia parallelo alla sponda la dove il fondale fa il salto, ed il recupero irregolare a tratti confuso del “chatter” fa scattare il Bass che proveniente dal canneto rimane allamato, la lotta è dura anche perchè alterna inabissamenti a salti spettacolari ma l’ostacolo più duro è lo scalino che mi separa dall’acqua, ma il “chatter” è ben saldo nella bocca del centrarchide e così ora posso dare il benvenuto agli amici andando loro incontro con il miglior biglietto da visita del posto, un Bass da kg 2,600!

L’autunno non perdetelo! ;-)

Oscar.

Anche il 4° Bass Defenders Tournament Trophy si è concluso!

L’atto di chiusura di questo tournament che ha cominciato la sua storia nel 2008 si è svolto come di consueto sulle splendide e trafficate acque del lago di Viverone nella provincia di  Biella con la classica due giorni durissima e allo stesso tempo entusiasmante.

Day 1

Dopo le prime due gare svoltesi sui laghi di Candia ed Endine, dove la classifica dava ragione a me e al mio socio Danilo C.,  quest’ultima fatica lasciava non poche perplessità non solamente per non aver potuto (o voluto?) provare il il lago durante il periodo precedente, ma anche perchè consapevoli che la quota, fissata a quattro esemplari sarebbe stata alla portata di tutti, con la solita incognita che un Bass appena sopra la media avrebbe potuto fare la differenza.

Partiamo con una tattica ben precisa, stare in una zona dove in base a quello visto l’anno scorso, una volta fatti in fretta quattro pesci “normali” che ci garantivano una certa tranquillità, si sarebbero potuti insidiare con tecnica ed approccio anomali per il lago, Bass di buona taglia, risultato: partenza ore 11,00 = ore 18.30 primo Bass cambiato e nemmeno tanto più grande degli altri!

…Insomma! Sbagliato l’aproccio, sbagliato lo spot, almeno la tecnica, drop shot con piombo Zappu da  5.0 gr. e “Yammy” di Jackall ci ha tenuto a galla con una pesata da 6 posto di giornata di kg. 2,400 contro i 2,690 dei leader.

Rimontare trecento grammi qui non è facile, anche perchè si parla di trecento grammi da 1° e 6° (!), e gli  altri dietro… Spingono!!!

 

 

 Day 2

Partenza ore 8 (più o meno!), io  Danilo siamo consapevoli che dobbiamo fare una pescata ancor maggiore di quella fatta dalla coppia leader del “day one” per avere possibilità di vittoria nel tournament finale, anche perchè gli inseguitori della generale ieri hanno ottenuto il terzo di manches, quindi…

Decidiamo di battere due zone ora poco frequentate che in passato regalavano soddisfazioni; davanti a noi solo una leggera foschia derivata dal calore già presente a quest’ora, esche  in acqua e in breve tempo quattro Bass di cui due di buona taglia ma dobbiamo migliorare ancora! Nuova destinazione un erbaio molto distante dalla riva, si cambiano i pesci uno dietro l’altro ma a suon di grammi; la tecnica è la stessa ma Danilo mi fa notare come io senta molte mangiate più di lui, breve confronto ed ecco l’inghippo,  Flick  Shake di Jackall sebbene utilizzato a drop shot renda in questo caso il doppio innescato a wacky rispetto al classico “dritto” che lui stava montando. 

Il “cullig system” ci garantisce una pesata di kg. 2,800, ma manca ancora un Bass che non si schioda dai 600 gr.  e la gara volge al termine, i Bass più belli mangiavano l’esca che cadendo dall’erbaio che finiva in sabbia sui 4 mt. di fondo.

Come auspicato la pesata migliore del day 2 era la nostra, ora si doveva attendere solo il totale, poco tempo ed i kg.5130 sono sufficenti per conquistare la due giorni e terzo “Bass Defenders Tournament Trophy” consecutivo.

…Prossimamente le foto della gara

Oscar.

Trascorso il mese il Maggio, notoriamente intenso di manifestazioni molto impegnative con l’intento di promuovere il Bass fishing e dopo aver trascorso un breve periodo di ferie, finalmente una di quelle domeniche dove con la famiglia si unisce l’utile al dilettevole; sapete uno di quei posti dove puoi tranquillamente pescare e loro si divertono pic-nicheggiando (passatemi il termine)?… Ecco!

La giornata è caldissima senza una speranza di poter sentire una leggera brezza, che oltre ad alleggerire la fatica potrebbe mettere in attività i Bass durante la battuta che si presenta sicuramente scarsa di abboccate, a complicare non poco la situazione vi è la colorazione  dell’acqua veramente “muddy”, densa da tagliare col coltello; ma non importa, la pesca è pesca in qualsiasi situazione e le soddisfazioni non provengono dalla sola cattura dei grossi Bass, ma anche da quelli di misura molto inferiore quando si riesce a farli mangiare in giornate come questa.

Come sempre, affronto queste giornate di relax sperimentando e cercando di capire, una sorta di sfida con me stesso per ottenere il miglior risultato senza cambiare troppo strategie, come se ad ogni cambio di tecnica, quella precedente fallita, fosse una perdita di punteggio. Elimino subito dai miei pensieri il “finesse” per la scarsa qualità dell’acqua, nonostante l’assenza di vento e la certa apatia dei pesci e così come amo fare, evito anche tute quelle tecniche che nel luogo in questione sono oltre che scontate anche troppo sfrutttate dal popolo di Bassman; quindi, opto per una pesca relativamente rumorosa in superficie, prendendo di mira tutto ciò che creasse una piccola zona d’ombra.

A questo punto ritenendo che i Bass possano comunque avere un minimo di aggressività attirati dalle prede che facendosi sentire si introducono nelle sopracitate strike-zone, la scelta ricade su due esche come un “SK POP” di Jackall e lo “Cherry Zero foot  48″ super shallow crank sempre di Jackall, hard bait che ritengo il non plus ultra per questo tipo di power finesse; l’una per una presentazione che mi permetta di sostare più a lungo, l’altra per l’azione irregolare e repentina. Evitando di richiamare l’esca nelle zone esposte al forte sole, cerco di presentare l’SK POP con precisione nelle macchiette d’ombra, la sosta è abbastanza lunga prima di imprimere un primo strattone all’esca, che comunque sarà molto “timido”, un’altro ancora e poi sempre più fragoroso e di breve distanza l’uno dall’altro, come se l’intruso tendesse a riprendersi e volersene andare… Le prime due abboccate arrivano quasi sotto i piedi a fianco di una barchetta ormeggiata a riva, due Bass che rasentano settecento grammi di peso, molto buono per quello che si vede in giro fino ad ora.

 

 

Altri Bass di piccola taglia si fanno ingannare dal popper prima che un terzo di buona taglia, sotto all’ombra dell’unica pianta della sponda, si appenda con delicatezza quasi impercettibile annegando l’esca.

 Un ragazzo che era già presente al momento del mio arrivo e  che con silenzio mimetismo “flippava e picciava” senza risultati si avvicina iniziando una conversazione (piacevole) quasi incredulo per il fatto che stessi pescando in quel modo.

Raggiungo un bottino di una decina di catture decenti, alternando il  popper al shallow crank, quando un Bass appostato sotto un piccolo tronco semi sporgente non resiste ad aggredire e risucchiare il piccolo “Cherry zero Foot” colore “Table Rock”, che richiamato velocissimamente con pause ed immediate ripartenze si è introdotto nella sua area.

Verso sera il caldo torrido del pomeriggio era da ricordare con piacere vista la cappa afosa che stava giungendo sullo specchio d’acqua, decido di passare ad un’azione leggermente più in profondità e scegliendo come spot un piccolo drop-off che conduce ad una piccola secca  innesco sulla “The Solid Setter” di Deps un “Cherry 10 CC” colore chartreuse; questo piccolo crank lavora intorno ai trenta centimetri di profondità con regolarità e wobbling impressionante, facendosi sentire anche nelle acque più scure grazie al suo sound e risalendo istantaneamente al minimo rilascio di filo, evitando il rischio di perderlo tra gli innumerevoli anfratti del luogo.

 

Con un poco di convinzione e costanza, puntuale arriva il Big del giorno, che non è certo un Bass da copertina, ma è comunque da ricordare ed immortalare per le circostanze.

Secondo me il Bass più bello non è quello più grosso …Ma è quello più difficile!
A presto!

Oscar.

 Dopo aver concluso lo scorso Aprile  con un quarto posto la prima prova sul lago di Candia (To), dove non bastò la quota limite dei quattro Bass previsti dal regolamento per piazzarsi sul podio; la gare di ieri (19/6) sul lago di Endine (Bg) ha mantenuto le attese che ci davano tra i favoriti per la vittoria finale, anche se la gara è stata dura con Bass poco attivi e con le difficoltà climatiche/ambientali di cui il lago bergamasco è noto.

I forti acquazzoni della notte trascorsa lasciavano presagire ad una diminuzione oltre che della temperatura, anche dell’aggressività dei pesci che sicuramente avrebbero fatto il pieno prima dell’arrivo della perturbazione. Questo è stata la chiave di lettura mia e del mio compagno di barca Danilo C. grazie all’esperienza conseguita in tanti anni di frequentazione più o meno assidua del bacino, dove regolarmente ogni tot di anni il Bass cambia verosimilmente localizzazione e modo di comportarsi. Un’altro aspetto fondamentale della giornata è stata la forte luminosità presente che ci ha indotto ad una presentazione delle nostre tecniche in maniera mai casuale; cioè, ritenevamo che i Bass presenti nella sponda posta ad est del lago, quella totalmente all’ombra per gran parte del tournament, ospitasse i centrarchidi sotto le cover dei pontili e delle imbarcazioni  ormeggiate pronti ad attaccare un’eventuale preda, mentre la parte ovest del lago molto esposta al sole in questo periodo, i Bass si sarebbero scorti al largo in superfice posizionati sopra filari di alghe intendi a scaldarsi … Così è stato!

Le tecniche utilizzate: 

 Flick shake Sight Magic di Jackall colore “plum” con Wacky Inch di Zappu da 1/32 oz. utilizzando un 6 lb. fluorcarbon di Yamatoyo (Razor Fluoro) skippando con canna DEPS “THE BUG RIDER“  ultra finesse SIDEWINDER sotto pontile e imbarcazioni.

      

Alternando questa tecnica allo swimming  jig con un O.S.P. ZERO  ONE di colore 08 (watermelon heart) da 11 gr. abbinando un trailer (prototype) e  14 lb. Baitcast fluoro sempre di YAMATOYO.

 

ZERO TWO BEAT PUPPY buzzbait di colore bianco in acque aperte e molto ventose dove altre tecniche diventavano di difficile applicazione e nel tentativo di far reagire qualche Bass. Indispensabile l’utilizzo di un nylon da 14 lb. (YAMATOYO ADDICT ) per agire meglio sull’acqua molto mossa.

  

Il podio con le catture:

Bignotti – Cesareo 1° class.

 

D’Angelo Brothers 2°class.

 

Santacroce – Pennati 3° class.

 

Big Bass : Oscar Bignotti kg. 1,835 …Ma bravi tutti!

Ciao a tutti,

Vorrei segnalarvi un angolo di Paradiso, ma Paradiso vero per noi pescatori, un luogo dove comprimere nello stesso tempo la nostra passione per la pesca a spinning e condividere in tutta libertà con amici la natura e la tranquillità che regna intorno a questo luogo.

In occasione del consueto incontro periodico con lo staff di Plus-Fishing  per  progetti futuri e nuovi sviluppi, anzichè la sede dell’azienda, siamo stati accompagnati in una sorta di gita fuori porta; dove, come se ce ne  fosse stato bisogno, tutto è sembrato ancor più familiare, direi… Surreale.

L’oasi Cà del Lago dista circa mezz’ora di strada da Venezia  nei pressi di Portogruaro e precisamente nel comune di Cinto Caomaggiore; all’arrivo, il cancello automatico che lentamente si apre, fa scorgere immediatamente la struttura che ci ospiterà ed un primo incantevole assaggio di acqua. Dopo qualche scatto fotografico personale immediato, per il timore che tutto intorno a me svanisca d’improvviso, Domenico ci presenta Stefano, gestore dell’Agriturismo che comprendendo bene la nostra smania ci congeda immediatamente lasciandoci andare a perlustrare una prima area di pesca… Ma il tempo è tiranno e dobbiamo “lavorare”!

La sala a nostra disposizione, mi ricorda il rustico cascinale delle mie vacanze estive da adolescente, dove il fresco delle mura è una botta di vita dal sole spaccapietre che abbiamo lasciato al difuori; la discussione e gli argomenti si affrontano tra qualche battuta ed un pranzo di sapori nostrani, ma neanche  l’ammazza caffè artigianale è capace di tenerci incollati alle sedie perchè non vediamo lora di vedere i Bass di “Ca del Lago“!

 

 

…Io e D.D. ascoltiamo i consigli di chi qui è di casa ed impugnando le nostre “Sidewinder” ci dirigiamo verso non so, ma la voglia di andare a vedere più possibile il luogo è forte forse più di quella di lanciare le esche; Domenico e Luca ci precedono.

Avvistiamo Bass al largo neri come petrolio, di dimensioni veramente grosse! Qualcuno si allontana dalla sponda dopo averci intuito  (sigth!)… Ma io continuo ad essere contento di trovarmi qui. Faccio due brevi chiacchiere con Stefano, risponde alla mia curiosità dicendomi che i fondali sono irregolari e alternandosi a dune sommerse raggiungono i 3/4 metri di profondità. Come al solito ciò che maggiormente colpisce un bassman sono le sponde che al piede non puoi raggiongere, isola compresa; e allora ecco il pensiero che va, va a quel giorno che ci tornerai, e noleggiando una delle barche a disposizione, ti toglierai la curiosità di chi frequenta quegli angoli selvaggi.

La giornata volge al termine, ma non prima di avere visto all’opera Mr. Tayama con canna da casting e spinnerbait ed un rammarico, quello di non aver potuto vedere tutta l’oasi, ma come si fà in qualche ora girare un’area di 600.000 mq.?

 

 

Vi rinnovo i saluti con un consiglio: non fermatevi su internet, andateci con amici, famiglia o da soli …Ma andateci!

Oscar.

7° Kato – Takahashi

9° Bignotti – Defendini 

http://www.bass-brothers-team.com/competicao/caspebass/caspebass2004/caspebass04_classf.jpg 

La prima domenica di febbraio coincide con una bella giornata di sole, ma è ancora presto per affrontare trasferte impegnative , così si decide di coinvolgere la famiglia (tutti abbiamo bisogno di scaldarci un pò) ed un paio di amici per passare insieme qualche ora in  uno di quei bacini ban forniti di ristorazione.

Qui il Bass è autoctono e smaliziato, l’ambiente ostile senza grandi hot-spot visibili; la giornata al momento si presenta senza un filo d’aria ma le previsioni dicono che arriverà da sud/ovest e questo mi lascia sperare. Qualche bel Bass si fa vedere quasi in superficie, ma si capisce che si sta scaldando e di mangiare non ne ha la minima intenzione, l’unica esca che lo incuriosisce sembra un soft minnow innescato a wacky senza peso aggiunto con un fluorcarbon “Razor fluoro” di Yamatoyo da 3lb. e fatto strisciare a pelo d’acqua molto lentamente; infatti, un Bass lo segue diverse volte ed al terzo stop&go del “Milarminnow 3.5″ di O.S.P. abbozza un tentativo di assaggio ma non abbastanza per concedermi il tempo di ferrare e nonostante il mio tentativo reattivo, volta la pinna e si riassesta ad occupare una zona soleggiata.

 

I riscontri negativi fin qui ottenuti col sight-fishing consigliano un’approccio diverso e passo ad un’azione più in profondità considerando la leggera brezza che stava montando da ovest e che un lipless recuperato a velocità lenta in un recente passato ha dato i suoi frutti; monto quindi un TN60 di Jackall e comincio a lanciare a filo di spondo all’altezza del drop-off fino a quando un’appesantimento improvviso si avverte sulla mia fiberglass ed il primo big della 2011 è immortalato con la macchina fotografica che così contribuisce a rendere più allietante questo report. 

   

 

  

…Alla prossima uscita!

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